Ciao Daniela.
Io penso che oltre agli editori italiani (senza togliere nulla al fatto che parte di loro ha le sue buone colpe) bisogna anche guardare un po' al fatto che non esiste un "tariffario base" universale al di sotto del quale non si dovrebbe scendere.
In tutte le professioni c'è qualcosa di simile, nella nostra no. Non è corretto e non solo perchè ci sono persone che vivono questo mestiere come un hobby magari perchè, come dici tu, hanno già un'altra rendita, ma anche perchè molti giovanissimi sono facili prede dell'inesperienza.
Sai negli ultimi anni quante volte mi sono sentita ripetere "Ma dai, ti pubblichiamo, è una buona vetrina, pubblicità, ottieni gloria (gloria ?!!!?

?), per una ragazza della tua età guarda che è tantissimo" ecc?
L'ultimo colloquio di questo genere l'ho avuto alla fiera di Bologna insieme ad un'amica con il responsabile di una casa editrice (di cui non citerò il nome);
lei gli stava mostrando il book e lui si è interessato ad una tavola a colori molto particolare, piena di dettagli, molto grande, ecc ecc e le ha chiesto quanto avrebbe chiesto per una tavola di quel tipo.
Lei giustamente gli ha risposto che dipendeva da molte cose, se era più o meno dettagliata di quella, se si trattava di una pagina singola o di una doppia, se era una pagina interna o una copertina...
Lui ha detto che al momento "non importava" e che voleva sapere quasnto si sarebbe fatta pagare più o meno.
Allora lei ha risposto circa 100 euro, poi a seconda dell'utilizzo o delle richieste ci si poteva venire incontro naturalmente.
Alchè lui ha iniziato ad inalberarsi e le ha chiesto se lei avesse mai pubblicato e lei ha risposto di si.
Lui ha fatto un sorrisetto sardonico e ha cominciato a dire: "Ecco ora capisco. Il tuo prezzo è ragionevole ma beh, vedi, ci sono tanti giovani autori che sono inesperti e che ti fanno concorrenza perchè, pur di essere pubblicati la prima volta, accettano qualunque cifra... mi capisci? Comunque ti segno in agenda e in caso ti faccio sapere".
Certo che capivamo. Un saluto e ce ne siamo andate.
Comunque non bisogna arrendersi... ci sono anche brave persone in giro, basta continuare a inviare materiale e cercare contatti senza fermarsi mai... anche contattare editori stranieri non è una cattiva idea.