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Autore Discussione: l'illustratore  (Letto 589 volte)
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daniela
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« inserita:: 19 Aprile 2008, 20:24:24 »

 Stranamente nessuno su questo sito ha aperto un dibattito sul difficile lavoro dell'illustratore, sulle difficoltà che s'incontrano e sul difficile mercato del lavoro. " Illustrare" può essere considerato un vero lavoro?
A giudicare dalla precarietà e dalla difficoltà in cui versano centinaia di illustratori, si direbbe proprio di no.
Questo nobile e poetico mestiere, almeno nella nostra patria italica, non gode di alcun riconoscimento giuridico o inquadramento sindacale, l'illustratore sta peggio dello scrittore, del musicista e dell'attore. Non solo dal punto di vista economico, in quanto l'arte dell'illustrare non è così popolare e commerciale ma anche sotto il profilo socio culturale. Sembra che l'illustrazione sia un diletto per pochi benestanti privilegiati che possono vivere di altre rendite, ignorando che chi studia "illustrazione" lo fa investendo in una formazione e professionalità che è pari a quella di qualsiasi altra materia del sapere. Si spendono soldi per frequentare scuole costose, si fanno sacrifici dedicando ore di studio alla sperimentazione delle tecniche, e poi la solita frustrante gavetta: in fila presso gli editori con il proprio book, tra decine e decine di altri aspiranti illustratori più o meno giovani, tutti bravi e talentuosi, ma tutti precari a vita. Forse qualcuno di loro non riuscirà mai a pubblicare un libro, a meno che non lo faccia gratuitamente o addirittura finanziandoselo da solo. E poi ci sono gli anni che passano e le speranze che muoiono con i sogni, mentre la dura realtà della vita quotidiana incalza. Così, accantonati pennelli e colori , ci accontentiamo di un lavoro qualunque che non c'entra nulla con le storie colorate che continuano a ronzarci nella testa.
Peccato che tante potenzialità non trovino uno sbocco lavorativo, gli illustratori oggi fanno qualsiasi lavoro per vivere meno il proprio. Non gli viene data la possibilità di farsi conoscere e di lavorare. In questo, una parte di responsabilità ce l'hanno gli editori, che non investono  in nuovi talenti o si affidano a prodotti preconfezionati importati dall'estero.
E pensando che l'Italia è il paese dell'arte per eccellenza, tutto ciò non può che aggiungere amarezza alla già amara situazione di centinaia di illustratori precari, malpagati o peggio disoccupati.
A quando un sindacato che li rappresenti?
il dibattito è aperto-

Daniela -illustratrice
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Jymaz
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« Risposta #1 inserita:: 07 Maggio 2008, 10:56:47 »

Ciao Daniela,
parlando per la mia modesta esperienza direi che è colpa del mercato , ma anche degli illustratori stessi.

Faccio un esempio.
A me e ai miei colleghi è stato offerto un lavoro. 100 pagine da illustrare a colori di un libro di filastrocche. Compenso: 1000 €.... vale a dire 10 € a pagina illustrata! Disegno, china e colore! roba che per far quadrare i conti ci si doveva mettere 15 minuti per realizzare un ill completa!

Io ho rifiutato il lavoro (e la mia controfferta era davvero poco più alta).
però qualcuno da sfruttare lo hanno trovato visto che non mi hanno più richiamata.
Magari a un illustratore col doppio lavoro  1000€ in più al mese lavorando solo la sera può bastare...
Ma finchè ci saranno illustratori che accettano paghe così da fame e editori che non gliene frega nulla non c'è da aspettarsi grandi miglioramenti.....

J
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calien
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« Risposta #2 inserita:: 14 Maggio 2008, 22:41:59 »

esiste il SILF sindacato italiano lavoratori fumetto illustrazione ecc...

iscriviti ed avrai molte informazioni appoggi e consigli.
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« Risposta #3 inserita:: 28 Maggio 2008, 09:47:34 »

Ciao Daniela.

Io penso che oltre agli editori italiani (senza togliere nulla al fatto che parte di loro ha le sue buone colpe) bisogna anche guardare un po' al fatto che non esiste un "tariffario base" universale al di sotto del quale non si dovrebbe scendere.

In tutte le professioni c'è qualcosa di simile, nella nostra no. Non è corretto e non solo perchè ci sono persone che vivono questo mestiere come un hobby magari perchè, come dici tu, hanno già un'altra rendita, ma anche perchè molti giovanissimi sono facili prede dell'inesperienza.

Sai negli ultimi anni quante volte mi sono sentita ripetere "Ma dai, ti pubblichiamo, è una buona vetrina, pubblicità, ottieni gloria (gloria ?!!!?Che?!??), per una ragazza della tua età guarda che è tantissimo" ecc?

L'ultimo colloquio di questo genere l'ho avuto alla fiera di Bologna insieme ad un'amica con il responsabile di una casa editrice (di cui non citerò il nome);
lei gli stava mostrando il book e lui si è interessato ad una tavola a colori molto particolare, piena di dettagli, molto grande, ecc ecc e le ha chiesto quanto avrebbe chiesto per una tavola di quel tipo.

Lei giustamente gli ha risposto che dipendeva da molte cose, se era più o meno dettagliata di quella, se si trattava di una pagina singola o di una doppia, se era una pagina interna o una copertina...

Lui ha detto che al momento "non importava" e che voleva sapere quasnto si sarebbe fatta pagare più o meno.

Allora lei ha risposto circa 100 euro, poi a seconda dell'utilizzo o delle richieste ci si poteva venire incontro naturalmente.

Alchè lui ha iniziato ad inalberarsi e le ha chiesto se lei avesse mai pubblicato e lei ha risposto di si.

Lui ha fatto un sorrisetto sardonico e ha cominciato a dire: "Ecco ora capisco. Il tuo prezzo è ragionevole ma beh, vedi, ci sono tanti giovani autori che sono inesperti e che ti fanno concorrenza perchè, pur di essere pubblicati la prima volta, accettano qualunque cifra... mi capisci? Comunque ti segno in agenda e in caso ti faccio sapere".

Certo che capivamo. Un saluto e ce ne siamo andate.

Comunque non bisogna arrendersi... ci sono anche brave persone in giro, basta continuare a inviare materiale e cercare contatti senza fermarsi mai... anche contattare editori stranieri non è una cattiva idea.
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claudia
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« Risposta #4 inserita:: 29 Maggio 2008, 09:31:07 »

Citazione
"Ecco ora capisco. Il tuo prezzo è ragionevole ma beh, vedi, ci sono tanti giovani autori che sono inesperti e che ti fanno concorrenza perchè, pur di essere pubblicati la prima volta, accettano qualunque cifra... mi capisci? Comunque ti segno in agenda e in caso ti faccio sapere"

...che tristezza!! purtroppo è una situazione molto rappresentativa per l'Italia.

Citazione
esiste il SILF sindacato italiano lavoratori fumetto illustrazione ecc...

iscriviti ed avrai molte informazioni appoggi e consigli.

Calien, tu sei iscritto/a? (scusami non c'è il fiocchetto rosa o azzurro sul nik...) se si, ti trovi bene?
danno davvero un servizio utile? io non credo molto ai sindacati e questo mi sembra tutto improntato al fumetto....

ciao
Claudia
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