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Le sue fiabe | Profilo

La regina delle Nevi

In una freddissima sera di Inverno un bambino ed una bambina, due piccoli cuori puri, si volevano bene come un fratello e una sorella, forse di più. Lui si chiamava Kay e lei Gerda.
Erano molto poveri ma possedevano una cosa più preziosa per loro: un po’ di terra dove far crescere con dedizione le loro amatissime rose.
Quella sera, dopo aver ascoltato i racconti della nonna insieme a Gerda, il piccolo Kay, si affaccio alla finestra e incantato si mise ad osservare i fiocchi che cadevano gelidi verso di lui e gli parve di vedere una donna, avvolta in un bellissimo velo tempestato di milioni di fiocchi lucenti come stelle, sembrava di ghiaccio eppure era viva. In quel momento Kay sentì una fitta al cuore, era fiato di cristallo di neve soffiato forte dalla Regina, che penetrava nel cuore del bimbo per farlo suo prigioniero un giorno.
E un giorno Kay partì, seguendo la slitta della Regina delle Nevi e non fece più ritorno e il suo piccolo cuore era un grumo di ghiaccio. Come rimase addolorata la piccola Gerda senza il suo caro Kay! Ma coraggiosa com’era attese la Primavera e si mise subito in cammino: e attraversò il fiume e i campi di grano e le montagne e arrivò di nuovo l’Inverno. E capitò nel giardino magico di una maga che fece crescere tutti i fiori tranne le rose affinché Gerda non riuscisse più a ricordare Kay e la pettinò tanto da farla addormentare affinché non scappasse più via.
Ma l’amore fece ripartire Gerda che si inoltrò nel freddo gelido delle regioni polari in groppa ad una renna lucente, e vide l’aurora e incontrò la donna di Lapponia che sapeva filare tutti i venti del mondo con filo da cucito ma non poteva aiutarla.
Alla fine arrivò al castello della Regina e trovò Kay, freddo e gelido, privo di ogni amore e pianse tanto e le sue lacrime come diamanti caddero sul piccolo petto che si riscaldò e la riconobbe ma non ricordava altro. Gerda allora gli prese la mano e con gioia gli raccontò tutto e lo portò via, dove le rose possono ancora fiorire e profumare.

 

Autore: Hans Christian Andersen





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