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Mostra didattica relativa al Laboratorio di pittura e illustrazione
L’esperienza del laboratorio artistico “Di che fiaba sei?” riguarda il tema della fiaba attraverso le narrazioni e le immagini.
La fiaba viene intesa nella sua struttura più semplice e diventa uno strumento per invenzioni linguistiche, parole magiche e non-sense.
Immagini prodigiose e parole divertenti, costituiscono un percorso che va dalla filastrocca al piccolo racconto, dalla poesia alla fiaba.
Le fiabe e le filastrocche fanno parte della cultura di tutti i popoli della terra, provengono dalla cosiddetta tradizione orale e costituiscono una formula rituale per l’apprendimento del linguaggio e della relazione.
Le parole sono giocattoli. Le parole veicolano i significati, quindi giocare con esse, manipolarle, metterle in fila attraverso il ritmo aiuta ad avvicinare il mondo degli oggetti a quello dei concetti.
Giocare con le parole vuol dire fare poesia e la poesia è come la vita, possiede lo stesso ritmo. Il termine poesia contiene l’azione del “fare” con le parole, in rapporto al gioco, alla musica e all’arte, come la scoperta sonora, la ripetizione, la somiglianza e la parentela tra le parole.
Tutto questo in termini strettamente pragmatici non serve a niente e invece serve a molto, perché ha a che fare con la felicità.
La poesia, la musica, l’arte sono forme di comunicazione, una comunicazione alternativa a quella ordinaria, in cui non è importante ciò che il testo vuole significare, ma in che modo lo vuole significare.
La mostra presenta “Immagini inconsuete” e “parole senza fretta” dove l’elemento più importante è la gratuità e non la strumentalità, dettata dalla condivisione affettuosa del tempo.
Queste immagini possiedono una loro vita tra invenzioni del linguaggio e oggetti che parlano di storie legate alle persone.
Il gioco creativo di parole collegato all’immagine e al racconto è stato anche uno stimolo per attivare percorsi paralleli e di sinergia con il Laboratorio di Musica.
Le piccole narrazioni, i limerick, le immagini dei personaggi e degli oggetti rappresentati, i testi visivi e poetici in forma di calligramma, dialogano in un rapporto di affinità elettiva con le filastrocche recitate e ritmate dagli alunni del laboratorio musicale, come anche la sperimentazione musicale con l’uso delle mani, metafora sonora e creazione del suono con il proprio corpo.
Il laboratorio d’arte ha indagato una nuova modalità di approccio per utilizzare la scrittura creativa e la lettura in rapporto al disegno e alla pittura seguendo modalità di animazione socioculturale e percorsi di educazione interculturale.
La pratica dei linguaggi dell’arte è stata uno strumento comunicativo per far convivere le diverse abilità in rapporto alla costruzione di un senso comune del fare e del raccontare le emozioni.
Giuseppe Carrubba
In collaborazione con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Montemurlo - Prato
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